MICHELANGELO DIANA
 

Michelangelo Diana nasce a Livorno nel 1948.
Fin dalla giovanissima età si cimenta nel disegno di fantasia e scolastico con ottimi risultati.

Avendo conosciuto in tenera età il pittore livornese Gino Romiti, che lui stesso chiamava "nonno pittore", la sua aspirazione è sempre stata quella di diventare un pittore.

Negli anni '70, fatta amicizia con giovani pittori livornesi, anche lui ha cominciato ad andare con loro a dipingere dal vero, senza emulare il loro stile, ma cercando di crearne uno personale, volendo così evitare la pittura post macchiaiola, tanto di moda a Livorno.

Michelangelo Diana è un pittore autodidatta che varia dal disegno in monocolore all'acquerello, dalle varie tecniche miste all'olio classico.

Ha partecipato a mostre collettive e personali con notevoli successi.

 




"Mentre scrivo queste note sono seduto davanti a un quadro di Michelangelo Diana, uno dei miei preferiti: una vista di un antico stabilimento balneare di Livorno, sferzato dal libeccio di una giornata estiva.

A tutta prima, questo quadro mi spingerebbe a posare la penna e sostituire le parole con una raffigurazione dell'opera che meglio di ogni discorso può parlare allo spettatore di un artista e del suo mondo. A dirla così si potrebbe pensare che questa capacità comunicativa risieda in questo quadro particolare in virtù di chissà quali particolari circostanze, mentre è evidente che essa permea tutta la produzione di Michelangelo Diana, ne è per così dire il presupposto culturale.

Non può stupire infatti che negli scorci paesaggistici, sia nella raffigurazione di soggetti legati alla quotidianità (arnesi da pesca, una sedia, una sciarpa ecc..) l'autore si proponga non tanto di far vedere ciò che dipinge, quanto di suggerire all'osservatore che quei paesaggi, quegli oggetti sottintendono una storia, parlano di se stessi e di una umanità che con loro ha un rapporto.

In questa ottica anche l'essere autodidatta non è segno di approssimazione ma, anzi, diventa garanzia di sincerità ed evita ad una tecnica spontanea ma tutt'altro che disprezzabile, di cadere in accademici manierismi.

Certo ciò che Michelangelo Diana si prefigge non è facile ma si può dire con sufficiente serenità che la simpatia del pubblico e degli addetti ai lavori saranno facilmente compagni sul lungo cammino verso una piena consapevolezza di se stesso, di questo artista e delle sue opere grondanti di luce e di umanità."

 
Recensione del
Dott. Nedo Filoni:
 

Pochi giorni fà sono andato a trovato il mio amico Michelangelo Diano; erano anni che non passavamo qualche ora insieme. Abbiamo ricordato quando andavamo a caccia insieme in bicicletta, quando andavamo a fare l'aspetto, le mattinate fredde di Ottobre e le nebbie del Padule di Massaciuccoli.

Parlando di queste cose, di questi paesaggi e di questi momenti, mi sono reso conto che Michelangelo è riuscito ad esprimerli attraverso la sua pittura: una pittura semplice ma pignola, una pittura che esprime gli stati d'animo di chi vive o ha vissuto in prima persona quei momenti e quelle sensazioni visive, in modo da far toccare quasi con mano quelle cose, quegli oggetti, quei paesaggi.
 

Un pensiero dell'amico
Fabrizio